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TRE BICCHIERI  2013

Il top dell’enologia nazionale torna a Napoli per il secondo anno consecutivo con l’evento più atteso da tutti i wine-lover:
domenica 21 ottobre, dalle ore 18 alle 23, il Salone della Borsa valori in piazza Bovio ospita l’evento degustazione “Tre Bicchieri 2013”, l’appuntamento del vino più rappresentativo del Gambero Rosso che, ogni anno – dal 1988 -, celebra l’uscita della Guida Vini d’Italia e chiama a raccolta il gotha del vino italiano.

Oltre 100 vini del Bel Paese, insignite dell’ambito riconoscime
nto dei Tre Bicchieri nella nuova edizione della Guida Vini d’Italia, edita da Gambero Rosso, presenteranno al pubblico i loro cru aziendali. In una sola serata si potrà degustare l’eccellenza della produzione enologica nazionale: dal Piemonte alla Sicilia. Una grande festa del vino, ma soprattutto un’occasione unica, per operatori ed eno-appassionati, per assaggiare e confrontare in una sola serata i migliori vini d’Italia.

Location dell’evento è lo storico Salone della Borsa Valori, capolavoro di architettura e decorazione di fine Ottocento e primi del Novecento, nella centralissima ed elegante piazza Bovio. Il Palazzo della Borsa a tre piani con imponente facciata in stile neorinascimentale con lesene e colonne fu edificato nel 1895 su progetto di degli architetti Alfonso Guerra e Luigi Ferrara. L’ampio Salone, un tempo dedicato alle contrattazioni, accoglierà i banchi di degustazione dove produttori e sommelier presenteranno le etichette premiate: celebri nomi, grandi vini e anche inedite sorprese a testimoniare la grande vitalità dell’enologia nazionale.

Quello dei Tre Bicchieri è l’evento istituzionale e più rappresentativo del Gambero Rosso e per il secondo anno consecutivo, dopo il successo dell’anno scorso, la manifestazione si svolge a Napoli e questa volta in una location d’eccezione nel centro della città. Al vino sarà abbinata un’attenta selezione di musica d’autore di Lunare Project, partner di Città del gusto Napoli.

Tre Bicchieri 2013 sarà quest’anno aperto al pubblico solo tramite acquisto preventivo del biglietto di ingresso sul sito http://www.gamberorosso.it al link http://bit.ly/THhGzeo
oppure alla Città del gusto entro il venerdì 19 ottobre. L’evento è a numero chiuso.

Ingresso 40 euro. 30 euro per abbonati. Costo riservato anche ai Soci Gambero Rosso, AIS, FISAR, ONAV, CartaPiù la Feltrinelli, Cral tlc, ONAF

Informazioni e prenotazioni: Napoli Tel. 081 19808900 – 902 eventi.na@cittadelgusto.it

accrediti giornalisti Ufficio stampa dipunto studio info@dipuntostudio.it tel. 081 681505

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Chi non ricorda l’esilarante scena di Miseria e Nobiltà?
Il Gragnano è sempre stato nel cuore dei napoletani, rappresentando l’Idea stessa del vino, forse perché è vino poco impegnativo o per l’incredibile connubio che crea con alcuni piatti tipici della nostra cucina. Eppure questo piccolo grande vino, come lo definì Mario Soldati, ha una storia antichissima: probabilmente furono i Greci che lo impiantarono sulle pendici dei Monti Lattari, insegnandone la coltura agli Osci. Nel Medioevo poi raggiunse la massima fama, tanto che una Madonna del luogo fu denominata “delle Vigne”. Fama che continuò nel sec XVI quando monsignor Molinari coniò il detto: “Si vivere vis sanus, Graniani pocula bibe” (se vuoi vivere sano, bevi tazze di Gragnano).
Il Gragnano, insieme al gemello Lettere e all’altra sottozona, Sorrento, rientra nella doc Penisola Sorrentina. Il disciplinare prevede un uvaggio di Piedirosso, Aglianico e Sciascinoso, con gradazione minima di 11 %, colore rosso rubino; odore vinoso(l’odore che si avverte in una cantina), intenso e fruttato; sapore frizzante, sapido, a volte con una leggera vena amabile.
Ma come si ottiene quella spuma densa e odorosa che ben presto sparisce nel bicchiere, senza aggiungere il lambiccato, come in passato qualcuno faceva? Il Gragnano rientra nella categoria dei vini frizzanti, con una pressione atmosferica di 1,5, molto inferiore a quella dello spumante. Inoltre è naturale, cioè l’anidride carbonica si sviluppa naturalmente per effetto delle fermentazioni e non per insufflazione separata, come avviene per il vino novello ottenuto da macerazione carbonica. Per conservare maggiore acidità (cioè freschezza) le uve vengono vendemmiate con lieve anticipo.
Il Gragnano, a dispetto del suo colore, va servito molto fresco, ed esalta la pizza in tutte le sue versioni, la mozzarella in carrozza, salsicce e friarielli, taralli sugna e pepe, zuppa di soffritto, frittata di maccheroni.
Insomma, parafrasando in chiave moderna Totò: no Gragnano? No party!
buon vino a tutti
antonio aceto

SERATA BIANCA

SERATA BIANCA
A Città del Gusto
Giovedì 21 Giugno, a partire dalle ore 20, Città del Gusto offre un evento particolare, a tema “Il Bianco”- da gustare, bere, ascoltare, guardare.
Due performanti aziende friulane, Jolanda de Colò e Collavini, hanno curato l’aspetto gustativo, con la collaborazione degli chef della struttura partenopea, che hanno rivisitato alcuni piatti con prodotti tipici di Jolanda de Colò, come la capesanta, il carpaccio di spada affumicato ed il bacalao (merluzzo islandese dissalato in Spagna). L’abbinamento enogastronomico è stato affidato all’azienda vinicola Collavini, con la proposta di una ribolla gialla spumante- metodo Collavini-. Grazie alla rifermentazione in autoclave orizzontale e al lungo affinamento sia sui lieviti che in bottiglia, per questo spumante si raggiunge un invecchiamento di 42 mesi. A completare la serata bianca del gusto, non poteva mancare la mozzarella di bufala campana dop, sapientemente accostata ai prodotti friulani e perfettamente in sintonia con la ribolla gialla.
Il coinvolgimento sensoriale si completa con l’ascolto della musica “lunare” proposta da Radio Yacht Sensation e con gli allestimenti e dress code in bianco.
L’evento, interessante per esclusività e ricchezza di sapori unici, apre la stagione estiva di Città del Gusto.
buonvino a tutti
antonio aceto

Sabato 17 dicembre, dalle 19 alle 23, il prestigioso Science Center di Città della Scienza – nell’ambito della manifestazione Futuro Remoto “Viaggio al centro della terra” – ospita il tradizionale evento di Natale della Città del gusto: BOLLICINE D’ITALIA 2012 dedicato alle più esclusive etichette frizzanti nazionali. Sulla scia del grande successo della serata “Vini d’Italia. Tre Bicchieri del Gambero Rosso”, svoltosi per la prima volta a Napoli lo scorso 23 ottobre, Città del gusto Napoli ritorna ancora una volta negli spazi del Science Center di via Coroglio e invita gli estimatori del metodo classico e di quello charmat per un grande evento degustazione e per brindare insieme alle festività ed al nuovo anno.

La serata nasce per presentare la guida Bollicine d’Italia 2012 del Gambero Rosso e chiude idealmente l’anno di eventi della Città del gusto. La serata Bollicine d’Italia 2012 è un evento ormai fisso nell’agenda di Città del gusto che piace e che si rinnova ogni anno con nuove etichette da degustare e nuove chicche gastronomiche.
I Sommelier dell’Ais guideranno la degustazione di bollicine frizzanti di selezionate aziende italiane , il tutto accompagnato da finger food creati dagli Chef della Città del gusto Napoli insieme alla preziosa “Tartare di salmone affumicato Balik”, una primizia selezionata dall’azienda Selecta Spa che da anni seleziona il meglio per gli appassionati del gusto , le mozzarella di bufala campana DOP e la ricotta di bufala del Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana, l’olio extravergine d’oliva DOP e le olive dell’azienda Cetrone.
E per dare un po’ di dolcezza al tutto ci saranno anche i panettoni tradizionali d’autore della Pasticceria Pepe, i torroni classici alle mandorle della ditta Vincenzo Di Iorio, artigiani dolciari dal 1750 nel cuore dell’Irpinia e per finire ci sarà anche la storica azienda umbra Perugina che offrirà al pubblico i celebri Baci nella versione classica e nell’intrigante nuova veste bianca. A rendere magica ed indimenticabile la serata le suggestioni musicali di Radio Capri e Radio Yacht Sunsation con i DJ di Lunare Project, per una festa speciale,

La guida (euro 11) potrà essere acquistata durante la serata.

Prezzo della degustazione comprensivo di calice in omaggio: 20 euro;
Prezzo Abbonati Speciali: 15 euro
N.B. Possono usufruire dello sconto riservato agli Abbonati Speciali del Gambero Rosso anche i soci SLOW FOOD, AIS, FISAR, ONAV e ASPI, titolari Cartapiù Feltrinelli, soci Cral TLC che potranno acquistare solo presso la Città del gusto il giorno dell’evento esibendo la tessera.

Si consiglia di acquistare sul sito http://www.gamberorosso.it il biglietto alla degustazione, quest’anno anche con la promozione Biglietto con guida Bollicine ad un prezzo speciale di 26,00 euro.
E’ possibile altresì pagare il biglietto la sera dell’evento dopo aver prenotato

L’ingresso su lista è valido sino alle 20.30

Per info e prenotazioni

Città del gusto Napoli
Via Coroglio, 104/E
80124 Napoli
tel: 081/19808900
fax: 081/19808911
napoli@cittadelgusto.it

Riccardo Baracchi ha l’aspetto di un nobile toscano d’altri tempi: ha perfino il falcone nella sua tenuta, oltre che sullo stemma. Richiama un po’ Federigo degli Alberighi di boccaccesca memoria, ma con un non so che di piratesco nello sguardo.
Ci ha illustrato l’azienda, le sue vigne e i vini, ma soprattutto ci ha testimoniato la grande passione che mette nel lavoro. Così ha conquistato la stima e la simpatia di un pubblico numerosissimo che ha presidiato l’enoteca I Coloniali di Lina Esposito, come sempre perfetta padrona di casa.
La stappatura a sciabola degli spumanti metodo classico Trebbiano e Sangiovese rosé, la degustazione di Astore, il trebbiano in purezza e del Ardito, uvaggio di syrah e cabernet sauvignon, resteranno nella nostra memoria insieme ad un personaggio davvero speciale. Abbiamo apprezzato i suoi vini “sul campo”, senza farci condizionare dai numerosi premi e prestigiosi riconoscimenti conquistati.
Bravo Riccardo e torna presto a trovarci!
Buon vino a tutti
antonio aceto antonioaceto@parlaredivino.it

Wine & The City

PASSEGGIATE ENOLOGIGHE

 

Wine & the City ha proposto degustazioni di vini di aziende campane e nazionali in numerosi negozi del quartiere Chiaia. Una lunga performance nell’attesa dell’evento principe campano relativo all’enologia: Vitigno Italia, previsto da Domenica 22 a Martedì 24 Maggio, nella sede ormai collaudata di Castel dell’Ovo. Le strade del quartiere si sono trasformate in una vetrina ininterrotta di esposizione e degustazione di vini di ogni tipo e provenienza, dalle bollicine ai rossi strutturati e corposi, che hanno attirato moltissimi visitatori, richiamati dalla gola ma affascinati anche dalle nuove collezioni presentate dai commercianti. Gioiellerie, negozi di abbigliamento e di design si sono affollati, spesso quasi all’inverosimile, per ospitare questo simpatico connubio di estetica e gusto. Grotta del Sole ha sponsorizzato la degustazione del nuovo prodotto Malìa, la falanghina spumante extra dry, presentata all’hotel Mediterraneo e presso la ditta Tessarr nella riviera di Chiaia. Il vino è piaciuto molto, perché fresco e giovane, di grande impatto anche per i palati più esigenti. Altro grande successo per il Grigio dell’azienda friulana Collavini, uvaggio di pinot grigio e chardonnay, presentato presso la ditta Nino De Nicola in via Santa Caterina a Chiaia. Sempre all’insegna delle bollicine, il prosecco di Valdobbiadene extra dry Col de Mez dell’azienda trevigiana Colli di Soligo ha conquistato la numerosissima clientela della Gioielleria Nappa in via Filangieri. Da segnalare infine i bianchi fermi: Angimbé, uvaggio di insolia e chardonnay della cantina siciliana Cusumano, presentato nella raffinata esposizione di oggetti d’arredo di Esprit Nouveau in via Calabritto e i prodotti dell’azienda trentina Girlan presso l’elegante camiceria Satriano Cinque nella strada omonima. Insomma, una carrellata di prodotti eccellenti, capaci di sorprendere e affascinare sia i neofiti della degustazione sia un pubblico competente che segue con interesse e partecipazione le manifestazioni enologiche che proliferano nella nostra città. Un elogio particolare all’organizzazione che ha curato bene ogni dettaglio e ha seguito passo dopo passo la gustosissima maratona enologica.

Buon vino a tutti

antonio aceto    antonioaceto@parlaredivino.it

CAMPI FLEGREI doc

 

La storia della vite e del vino nella penisola italica ha radici profonde, risalendo agli Etruschi prima ed ai Greci e Romani poi. La Campania ha rappresentato da sempre uno dei più importanti centri per lo sviluppo e l’evoluzione enologica: uno dei territori di maggior fascino e interesse è sicuramente quello dei Campi Flegrei. Per comprenderne meglio l’importanza ed il valore aggiunto che hanno i vini qui prodotti, facciamo un po’ di storia.
Siamo verso la metà del 1800 quando un insetto, chiamato fillossera dall’America settentrionale approda nel nostro continente, attaccando e distruggendo le radici delle nostre viti, mentre risparmia alcune specie di viti americane. In pochi anni vengono distrutti i vigneti europei. Dopo studi e ricerche, si giunge alla conclusione di innestare le radici delle viti nostrane su quelle della vite americana, immune dall’attacco dell’afide. Così furono salvati i vigneti, anche se la tecnica di innesto inevitabilmente ha già portato o porterà ad una variazione genetica nella vite.
La natura sabbiosa del terreno, oltre a quella vulcanica dei Campi Flegrei, disseminati di solfatare ancora attive, non consentono alla fillossera di scavare gallerie di passaggio da una radice all’altra. Quindi, l’insetto non può far danno e i vigneti sono allevati “a piede franco”, cioè senza innesto. Il risultato è che i vini qui prodotti mantengono le caratteristiche e gli aromi varietali di quasi 3000 anni fa.
I vini Campi Flegrei DOC si producono in un’area tra le più ricche per cultura e bellezze paesaggistiche, che include 7 comuni, un’isola e ben sei laghi vulcanici. Di grande storia e tradizione, tipici ed irripetibili, con un patrimonio varietale unico al mondo, sono anche vini di passione, capaci di regalare emozioni, come tutti i grandi vini campani
Il Falanghina, ottenuto dal vitigno omonimo, è delicato ed elegante al profumo, secco ed armonico al gusto, ha gradazione minima di 11°. Accompagna egregiamente i piatti della cucina marinara, come i frutti di mare, anche crudi, crostacei alla griglia o fritti. Da consigliare con la ricciola all’acqua pazza. Si vinifica anche nella versione spumante. Il nome deriva da “falanga”, un palo cui viene appoggiata la vite nel sistema detto alla puteolana.
Il Piedirosso o Pèr ‘e Palummo, ottenuto dall’omonimo vitigno, è un vino dal colore rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento, con intensi aromi varietali. Gradazione minima 11,5°. Si abbina al ragù napoletano, alle braciole, alla trippa, alle zuppe di pesce con pomodoro. Perfetto con la parmigiana di melanzane. Il nome richiama il colore che assume il pedicello del raspo quando l’uva è matura, del tutto simile alla zampetta del piccione.

buon vino a tutti

antonio aceto