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Archive for giugno 2012

…TU LO ASSAGGI E SE NON E’ GRAGNANO, DESISTI!

Chi non ricorda l’esilarante scena di Miseria e Nobiltà?
Il Gragnano è sempre stato nel cuore dei napoletani, rappresentando l’Idea stessa del vino, forse perché è vino poco impegnativo o per l’incredibile connubio che crea con alcuni piatti tipici della nostra cucina. Eppure questo piccolo grande vino, come lo definì Mario Soldati, ha una storia antichissima: probabilmente furono i Greci che lo impiantarono sulle pendici dei Monti Lattari, insegnandone la coltura agli Osci. Nel Medioevo poi raggiunse la massima fama, tanto che una Madonna del luogo fu denominata “delle Vigne”. Fama che continuò nel sec XVI quando monsignor Molinari coniò il detto: “Si vivere vis sanus, Graniani pocula bibe” (se vuoi vivere sano, bevi tazze di Gragnano).
Il Gragnano, insieme al gemello Lettere e all’altra sottozona, Sorrento, rientra nella doc Penisola Sorrentina. Il disciplinare prevede un uvaggio di Piedirosso, Aglianico e Sciascinoso, con gradazione minima di 11 %, colore rosso rubino; odore vinoso(l’odore che si avverte in una cantina), intenso e fruttato; sapore frizzante, sapido, a volte con una leggera vena amabile.
Ma come si ottiene quella spuma densa e odorosa che ben presto sparisce nel bicchiere, senza aggiungere il lambiccato, come in passato qualcuno faceva? Il Gragnano rientra nella categoria dei vini frizzanti, con una pressione atmosferica di 1,5, molto inferiore a quella dello spumante. Inoltre è naturale, cioè l’anidride carbonica si sviluppa naturalmente per effetto delle fermentazioni e non per insufflazione separata, come avviene per il vino novello ottenuto da macerazione carbonica. Per conservare maggiore acidità (cioè freschezza) le uve vengono vendemmiate con lieve anticipo.
Il Gragnano, a dispetto del suo colore, va servito molto fresco, ed esalta la pizza in tutte le sue versioni, la mozzarella in carrozza, salsicce e friarielli, taralli sugna e pepe, zuppa di soffritto, frittata di maccheroni.
Insomma, parafrasando in chiave moderna Totò: no Gragnano? No party!
buon vino a tutti
antonio aceto

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SERATA BIANCA

SERATA BIANCA
A Città del Gusto
Giovedì 21 Giugno, a partire dalle ore 20, Città del Gusto offre un evento particolare, a tema “Il Bianco”- da gustare, bere, ascoltare, guardare.
Due performanti aziende friulane, Jolanda de Colò e Collavini, hanno curato l’aspetto gustativo, con la collaborazione degli chef della struttura partenopea, che hanno rivisitato alcuni piatti con prodotti tipici di Jolanda de Colò, come la capesanta, il carpaccio di spada affumicato ed il bacalao (merluzzo islandese dissalato in Spagna). L’abbinamento enogastronomico è stato affidato all’azienda vinicola Collavini, con la proposta di una ribolla gialla spumante- metodo Collavini-. Grazie alla rifermentazione in autoclave orizzontale e al lungo affinamento sia sui lieviti che in bottiglia, per questo spumante si raggiunge un invecchiamento di 42 mesi. A completare la serata bianca del gusto, non poteva mancare la mozzarella di bufala campana dop, sapientemente accostata ai prodotti friulani e perfettamente in sintonia con la ribolla gialla.
Il coinvolgimento sensoriale si completa con l’ascolto della musica “lunare” proposta da Radio Yacht Sensation e con gli allestimenti e dress code in bianco.
L’evento, interessante per esclusività e ricchezza di sapori unici, apre la stagione estiva di Città del Gusto.
buonvino a tutti
antonio aceto

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