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Archive for the ‘Degustazioni’ Category

DEGUSTAZIONE RICCA DI CONTENUTI

Martedì 14 settembre Davide Palluda e Giacomo Boidi di “Giraudi” hanno presentato i rispettivi prodotti ad un pubblico non numerosissimo ma certamente qualificato ed interessato.
Uno chef creativo ed un artista del cioccolato, entrambi piemontesi, in grado di meravigliare il consumatore più attento ed esigente. Più che di prodotti, si tratta di vere creazioni ed intuizioni gastronomiche, dove la scelta delle materie prime si sposa perfettamente con l’assoluto rispetto delle norme di igiene e di conservazione degli alimenti.

Davide Palluda ci ha emozionato con i sapori di frutta in barattolo, confetture e sughi non certo comuni ma di grande gusto, preparati con maestria da vero chef: la sua idea è permettere al consumatore di provare a casa propria i piatti e le ricette del suo ristorante “All’enoteca”.

Giraudi ci ha fatto girare l’Italia attraverso i magici abbinamenti tra il suo raffinato cioccolato ed i prodotti più tipici del Bel Paese: dalle nocciole del Piemonte ai pistacchi di Bronte, senza tralasciare spezie e sapori orientali. Insomma una vera esplosione di profumi e gusto.

Per saperne di più http://www.davidepalluda.it e http://www.giraudi.it

Buon vino a tutti
Antonio Aceto
antonioaceto@parlaredivino.it

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Salve,

sono Antonio Aceto e, nonostante il cognome, collaboro con “Parlare di vino”nell’area relazionale ed organizzativa di eventi e degustazioni. Più che parlare, desidero “colloquiare” di vino e di gastronomia con quanti siano interessati. Pertanto, invito tutti ad intervenire con commenti e suggerimenti. Cercheremo insieme di dare un taglio anche culturale alle nostre iniziative, senza tuttavia allontanarci troppo dall’aspetto godereccio della vita.

L’ EVENTO

Martedì 14 settembre, a partire dalle ore 10,   in via Francesco Giordani, 32 a Napoli si terrà un’interessante presentazione di prodotti di “nicchia”: cioccolato di qualità con GIRAUDI e “cotti d’autore”, prodotti gastronomici dello chef DAVIDE PALLUDA.

LA PROPOSTA ENOGASTRONOMICA

Proviamoli insieme

Il vino: MONTEGAURO piedi rosso GROTTA DEL SOLE

l l piedirosso, localmente noto come per’ ‘e palummo (piede di colombo) deve il suo nome al graspo che diviene in maturazione rosso come il piede di un colombo. L’origine del vitigno è molto antica, infatti, non è da escludere che possa identificarsi con la”Colombina” citata da Plinio nell’opera “Naturalis Historia”. Si pensa che tale vitigno fosse utilizzato fin dall’antichità insieme all’aglianico per la produzione del falerno. Il piedirosso è presente nell’intera regione Campania e rientra negli uvaggi di vari vini doc campani

Il piatto: PARMIGIANA DI MELANZANE IN BIANCO (ricetta personale)

Sbucciare le melanzane, tagliarle a fette, eliminare l’acqua di vegetazione e friggerle in abbondante olio. Asciugare le fette con molta cura, in modo da eliminare del tutto l’olio della frittura. Preparare un composto di parmigiano, pecorino e pangrattato nelle stesse quantità e foderare con lo stesso una teglia da forno. Adagiarvi le fette di melanzane e formare un primo strato ricoprendo con prosciutto cotto, mortadella e provola tagliati a Julienne; guarnire con basilico e “condire” con qualche cucchiaio di composto di formaggi. Ripetere l’operazione per il secondo strato. Al termine, ricoprire con le fette di melanzane, aggiungendo il solito composto. Infornare a 180° per il tempo necessario in relazione al tipo di forno. In pratica, il composto sostituisce la salsa di pomodoro. Volendo “appesantire” la parmigiana, si possono aggiungere nella farcitura delle fettine di uovo sodo. Il segreto della preparazione sta nell’asciugare perfettamente le melanzane fritte.

A presto e … buon vino a tutti!

antonioaceto@parlaredivino.it

“Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra, bisogna che vi ubriachiate senza tregua. Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro, ma ubriacatevi.”

Charles Baudelaire

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Ti ritrovi a chiacchierare con Nicola Caparossa (pseudonimo di discendenza) sulla passione e la grande voglia di fare impresa in Campania come se stessi a Londra, nella City, anzichè a Pozzuoli nel bel ristorante Fattoria del Campiglione. Ascoltare in rigoroso dialetto puteolano storie e miti della tradizione culinaria campana ti mette addosso uno strano brivido, una voglia di riscoperta, di proposizione, che per uno come me che si occupa di “vendita emozionale” rappresenta un profondo momento di raccoglimento.

Caparossa nasce dall’amore per l’autenticità, un marchio che si ispira ai valori della tradizione gastronomica classica ponendo l’attenzione ad una lavorazione di qualità. Caparossa è il frutto di un’esperienza ventennale nel settore enogastronomico, un’esperienza che ha come obiettivo primario il riportare a tavola i sapori genuini di una volta, ottenuti da un’accurata selezione delle materie prime e senza sofisticazioni.

Da questi presupposti vedersi arrivare, a tavola, una bottiglia spumante Asprinio di Grotta del Sole leggermente maltrattata e con una scarna etichetta “Black 2004”, lascia quantomeno sorpresi. Non ricordando affatto una tale tipologia di spumante prodotta da Grotta del Sole, la sorpresa viene svelata dalle parole di Nicola che racconta la sua esperienza di Mastro Birraiolo, girovago per svago e per passione che ci dice che questa sua birra è stata una richiesta del nostro caro Ezequiel Lavezzi. Il bravo calciatore, che di piaceri e svaghi sicuramente ne sa più di noi, aveva commissionato una birra nera al suo amico Nicola Caparossa, il quale senza farsi pregare ulteriormente preso alambicchi e formule magiche ha iniziato la sua ricerca del Graal-Black. Ebbene dopo svariati tentativi tutti finiti in biondo più che nero, la bevanda richiesta ebbe i suoi natali. L’approvazione del nostro azzuro fu più che soddisfacente tanto che qualche gollettino dedicato alla Black non si fece mancare.

Ora vorreste sapere dove poterla bere? difficile!!!, però forse con un po’ di grazia e con una richiesta al nostro Nicola, della Fattoria del Campiglione, in dialetto puteolano potrebbe sortire l’effetto sperato.

‘A bona mercanzia trova prièsto a ghjì pe’ ‘n’àutra via.

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