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Giacomo Neri con i suoi vini e la sua personalità ha conquistato i numerosi e competenti ospiti napoletani che giovedì 24 marzo hanno affollato l’enoteca di Lina Esposito “Vino e Cioccolato”, il salotto “bene” del vino buono e di mille altre delizie. Ancora grande successo per i vini di Casanova di Neri venerdì 25 presso l’enoteca di Stefano Pagliuca a Melito: primo fra tutti il Brunello di Montalcino d.o.c.g. Tenuta Nuova 2006, che ha ottenuto il punteggio di 100/100 da James Suckling, in attesa di occupare il gradino più alto di Wine Spectator. Altri Brunello di grandi emozioni sono risultati l’Etichetta bianca 2005 e il Cerretalto 2004. Una menzione speciale va però al Rosso di Montalcino 2009, sorprendente per la capacità di “competere” con i fratelli maggiori; infine, il Pietradonice 2007, ovvero uno strepitoso Cabernet Sauvignon, che ci dimostra come la Toscana non sia solo terra di sangiovese. Dei vini è sufficiente dire, al di là di ogni scheda tecnica, che sono vini passionali proprio come il loro autore Giacomo, portavoce della Toscana nel mondo e, dopo il nostro incontro con lui, napoletano di adozione.
Giacomo ci ha affascinato, non solo in virtù del suo nome ma soprattutto per la sua disarmante modestia:”Non sono che un contadino privilegiato- ama ripetere- che ha la fortuna di produrre in una zona particolarmente vocata al vino, dove per l’85% conta il terroir e solo per il 15% l’uomo”.
Con tutto il rispetto per Montalcino, crediamo che la proporzione sia da rivedere.
Grazie, Giacomo.

buon vino a tutti

antonioaceto@parlaredivino.it

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CAMPIONE DEL MONDO

BRUNELLO DI MONTALCINO
TENUTA NUOVA 2006
CASANOVA DI NERI
100/100 WINE SPECTATOR 2011

Giacomo Neri lo capisci subito che è toscano: giacca di velluto e il mezzo sigaro tra i denti. Se poi parli con lui, se lui ti spiega il suo vino, allora viene fuori l’uomo legato alle sue vigne, alla sua terra, viene fuori il “contadino privilegiato” come egli ama definirsi.
Lo abbiamo incontrato così, nel suo casale, in un freddo meriggio di gennaio. La visita in cantina, poi la merenda insieme, accompagnata dal fantastico Brunello. Ce l’ha servito personalmente Giacomo e ciò l’ha reso ancora più prezioso ai nostri occhi e soprattutto al palato: era il “2006”, appena premiato come miglior vino al mondo. Ce ne siamo resi conto ancor di più quando abbiamo salutato il nostro ospite, quando il ricordo di quel vino ci ha accompagnato nel viaggio di ritorno: negli occhi e nel cuore ancora l’immagine di un cielo imperlato di nuvole su Montalcino.

“Nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo. Da quando Bacco ha arruolato poeti tra i suoi satiri e fauni, le dolci Muse san sempre di vino al mattino” ( Orazio)

buon vino a tutti

antonio aceto               antonioaceto@parlaredivino.it

Letteratura, ricette, musica e… GROTTA DEL SOLE

Vino e cultura: un binomio inscindibile fin dall’antichità. Dimostrare questa innegabile verità è l’obiettivo di una collana editoriale dal titolo “ L’enoLibro pagine da bere”, frutto di un progetto di collaborazione fra la casa editrice Valtrend e la cantina Grotta del Sole, con il patrocinio dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania.

Sabato 27 Novembre 2010, presso la libreria Treves in Napoli, è stato presentato l’ultimo degli “enolibri” di questa collana: Petronio e il Satyricon dell’archeologa Valentina Di Napoli, che, insieme ai colleghi Varriale e Ciardiello, ha illustrato il lavoro, fornendo interessanti spunti di collegamento tra storia, memoria e territorio dei Campi Flegrei. Protagonista della degustazione seguita all’evento è stato proprio un vino flegreo, il Piedirosso.

“Alla tavola delle feste” , cucina ricca e povera della tradizione mediterranea, è il libro di ricette presentato dall’autrice Anna Franca Freda presso la libreria Guida Merliani venerdì 3 Dicembre 2010. Il cibo oltre al ristoro il piacere: sembra essere il motto dell’autrice, che ci spinge a recuperare il rapporto positivo e ludico con la tavola, per cogliere in esso il sapore della vita. Alla presentazione è seguita la degustazione del Lacryma Christi spumante dolce che ha accompagnato dolcetti della cucina dell’autrice.

Mercoledì 8 dicembre 2010, nella splendida cornice del museo di arte sacra San Giovanni de’ Fiorentini nel cuore di Roma, si è tenuto un concerto di musica classica del Sestetto Stradivari. Il gruppo di archi è formato da artisti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Per l’ occasione sono stati proposti i seguenti brani:
R. STRAUSS: Sestetto op.85 da “Capriccio”
A. BELLINO: Selah per sestetto d’archi
P.I. CIAIKOVSKY: Sestetto in re minore op.70 “Souvenir de Florence”
Al termine dell’applauditissima performance, molto gradito il buffet, con degustazione dell’Asprinio d’Aversa spumante, che ha conquistato il folto e competente pubblico in sala, ad ulteriore conferma del perfetto connubio tra musica d’autore e bollicine doc.

“Altro il vino non è se non la luce del Sole mescolata con l’umido della vite”

G.Galilei

buon vino a tutti

antonioaceto@parlaredivino.it

CONOSCIAMOLO MEGLIO

L’ALBERELLO

BOLGHERI SUPERIORE DOC

3 bicchieri Gambero Rosso 2011

Vino prodotto da una vigna di 2 ettari coltivata ad alberello con un’alta densità e un impianto cosiddetto a “settonce”, in maniera tale che ogni ceppo sia equidistante dagli altri che lo circondano.

La vigna si trova su un terreno argilloso mediamente calcareo ed è condotta con metodo biologico. La potatura ad alberello, affiancata da un rigido diradamento dei grappoli, permette una produzione massima di 1 kg d’uva per ceppo. La vendemmia è manuale, così come tutte le operazioni eseguite sulla pianta.

La vinificazione inizia con la fermentazione alcolica in piccoli tinelli di legno tronco conici, con follatura manuale e lunghe macerazioni.

La fermentazione malolattica si svolge in barrique dove l’affinamento prosegue per 18 mesi, mentre quello in bottiglia è di altri 12 mesi.

COMPOSIZIONE:                    70% Cabernet Sauvignon; 25% Cabernet Franc;

5% Petit Verdot.

TITOLO ALCOLOMETRICO:    13,5% vol

COLORE:                                rosso rubino intenso

L’impatto olfattivo è persistente e fine. Si apre con intense note di piccoli frutti rossi sotto spirito e prosegue con complesse sensazioni balsamiche ed una elegante speziatura di caffè tostato.

Il gusto è di notevole consistenza, l’acidità e le note minerali sono in perfetto equilibrio con la dolcezza del tannino estremamente fine. Le note fruttate e le speziature dolci ritornano nel finale, persistente e sapido.

PROVIAMOLO CON

BOCCONCINI  DI  CINGHIALE CON POLENTA

Ingredienti:(per 4)

  • 500 gr. carne di cinghiale
  • 1 chiodo di garofano
  • 3 gambi di sedano
  • 6 grosse carote
  • 150 gr. polenta valsugana
  • 2 scalogno
  • 0.5 bicchiere/i vino rosso

Marinare per 12 ore a 5/10°C la carne di cinghiale in un recipiente alto e stretto con vino rosso, 2 carote tagliate a pezzetti, uno scalogno tagliato a metà, 3 granelli di pepe e 1 chiodo di garofano.
Sgocciolare e asciugare la carne, farla rosolare a fuoco vivo per circa 4 minuti.
Aggiungere successivamente le 4 carote, i 3 gambi di sedano e lo scalogno tritati finemente, versare il mezzo bicchiere di vino rosso e far evaporare.
Continuare a cuocere per altri 3 minuti, aggiungere 1 litro di brodo, salare e pepare; lasciar cuocere a fuoco medio per 2 ore.
Preparare la polenta utilizzando un paiolo di rame con 750ml di acqua e con 1 cucchiaino colmo di sale grosso.
Una volta pronta la polenta, servirla in piatti con il cinghiale e abbondante sugo.

…e poi dove vi piace andate, acque turbamento del vino, andate pure dagli astemi: qui c’è il fuoco di Bacco.  (Catullo)

Buon vino a tutti

antonio aceto               antonioaceto@parlaredivino.it


SERATA D’AUTORE

SERATA D’ARTE AL P.A.N.
Settecento Vesuviano e Asprinio d’Aversa

Trenta immagini inedite di Sergio Riccio sull’architettura settecentesca alle pendici del Vesuvio, in bianco e nero, di grandi dimensioni.
La mostra, inaugurata sabato 29 ottobre, è inserita nelle iniziative del Forum Universale delle Culture e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e con il patrocinio del Banco di Napoli. Le ville vesuviane diventano per Sergio Riccio l’occasione per provare nuove soluzioni di stili e di immagini in bianco e nero. L’artista riesce a far rivivere il Settecento, mostrando i particolari architettonici in modo da far respirare l’aria di allora e contemporaneamente creare una nuova costruzione fotografica.
Folta e competente la partecipazione. Grotta del Sole (che ha curato il buffet insieme a “La Polpetteria”) ha proposto lo spumante brut Asprinio d’Aversa, che ha saputo conquistare tutti gli ospiti, grazie alla sua versatilità ad accompagnare, anzi esaltare, le varie proposte gastronomiche.

buon vino a tutti

antonio aceto

antonioaceto@parlaredivino.it       http://www.grottadelsole.it

BARBARESCO CAMP GROS MARTINENGA Docg

MARCHESI DI GRESY

 

 

SCHEDA  TECNICA

TERRITORIO    Comune di Barbaresco, con esposizione a sud, a 280 metri s.l.m., nell’appezzamento che dà nome  al vino.

VITIGNO             Nebbiolo 100%

PRODUZIONE    Vinificazione in rosso, con macerazione a cappello emerso per 8-10  gg e a cappello sommerso per 5-10 gg. Fermentazione malolattica successiva a quella alcolica, in ambiente a temperatura controllata. Breve passaggio in barrique, poi in botti di rovere di Slavonia per 14 mesi. Affinamento in bottiglia per 15 mesi.

CARATTERISTICHE   Colore rosso granato con riflessi aranciati. Profumo intenso ed equilibrato con sentori di confettura, prugna, tabacco dolce e cioccolato. Sapore pieno ed armonico con retrogusto piacevole, persistente e sensazione tannica delicata.

ABBINAMENTI  Ideale per tutte le carni rosse e con ricchi condimenti. Ottimo sui formaggi stagionati.

Prodotto dal 1978 solo nelle migliori annate, il Camp Gros è il cru del vigneto Martinenga, dove il terroir è perfetto per la produzione di un grande barbaresco, all’apice fra complessità e armonia

 

L’AZIENDA

Le tenute CISA ASINARI dei Marchesi di Gresy comprendono tre aziende agricole tra la Langhe e il Monferrato,dove si producono i grandi vini piemontesi. Nelle Langhe, a Barbaresco, c’è l’azienda MARTINENGA, dove si produce non solo nebbiolo ma anche barbera e cabernet sauvignon. Nel comune di Treiso d’Alba troviamo l’azienda MONTE RIBALDO, per la produzione di dolcetto, chardonnay e sauvignon. Infine vi è l’azienda MONTE COLOMBO nel Monferrato, dove si producono a Cassine il moscato d’Asti, la barbera d’Asti ed il merlot.

 

I RICONOSCIMENTI

ANNATA 2006

3 bicchieri Gambero rosso 2011

5 grappoli Duemilavini A.I.S. 2010

ANNATA 2005

3 bicchieri Gambero rosso 2010

ANNATA 2004

19,5/20 guida Espresso 2009

grande vino Slow Food 2011

 ANNATA 2001

3 bicchieri Gambero rosso 2005

5 grappoli Duemilavini A.I.S. 2006

medaglia d’argento Wine Challenge Awards

ANNATA 2000

5 grappoli  A.I.S. 2005

92/100 Wine Spectator

91/100 Wine Advocate 2005

ANNATA 1999

medaglia d’argento Wine Challenge 2004

medaglia di bronzo Wine Challenge Awards 2007

ANNATA 1998

5 grappoli Duemilavini A.I.S. 2003

medaglia d’argento I.W.C. 2003

ANNATA 1994

92/100 Wine International Magazine 2004

 

LA RICETTA

Spezzatino al nebbiolo

Tagliare la carne a pezzi e cospargerla di un sottile velo di farina. Soffriggere a fuoco moderato e in olio extra vergine di oliva un trito di sedano, carota e cipolla tagliati finemente; rosolare la carne. Sfumare con il vino, diminuire la fiamma e cuocere semicoperto, girando la carne di tanto in tanto. Solo se necessario, aggiungere acqua o brodo durante la cottura( per il tempo regolarsi  in base alla tenerezza della carne e al grado di cottura desiderato). Salare verso la fine e aggiungere poco pomodoro passato o fresco- dopo aver eliminato bucce e semini- per ottenere un colore rosato. Completare la cottura facendo restringere la salsa, se si desidera mangiare lo spezzatino da solo; altrimenti lasciarla semiliquida per condirvi la pasta: ovviamente i  paccheri  dell’azienda GENTILE.

…Un sorso, a fior di labbro, sulla punta delle labbra. Isolarsi, intanto, concentrarsi, restare immobili, lasciare che il sapore salga al cervello, lo spirito si faccia spirito e si possa, tranquillamente, pensarlo. Un sorso di Gattinara. Purché vero, s’intende.

Non  chiedo di più.  ( Mario Soldati )

Buon vino a tutti

antonio aceto

antonioaceto@parlaredivino.it www.marchesidigresy.com wine@marchesidigresy.com

ContRario

 

 

Il lato sconosciuto del Sagrantino

 

Montefalco (Pg). “ContRario”, il nuovo vino della tenuta Antonelli San Marco è stato presentato sabato 18 settembre con un grande concerto tra le vigne.

La musica suonata e composta al contrario del compositore e pianista Maurizio Mastrini terrà a battesimo un grande rosso in purezza da uve Sagrantino.

 

Al ContRario del Sagrantino di Montefalco DOCG, che necessita di un lungo affinamento (minimo 4 anni), questo vino a IGT Umbria da uve Sagrantino in purezzaè godibile sia da giovane (2 anni). Al Cont_ario del fratello maggiore, affinato in botti di legno, Cont_ario fa solo un passaggio in serbatoi in acciaio inox. Al ContRario del Sagrantino di Montefalco, che deve essere abbinato a carni importanti, la nuova etichetta di Antonelli San Marco è un vino da tutto pasto.

Se vendemmiato a maturazione avanzata, l’uva Sagrantino dà vini strutturati come il Sagrantino DOCG e il cru “Chiusa di Pannone” che richiedono 8-10 anni per la piena godibilità; al contrario, se vendemmiata presto e da zone più fresche permette di ottenere vini completamente differenti, sia per struttura tannica che per registro aromatico, vini molto fruttati ed equilibrati. Inoltre, una più breve permanenza sulle bucce dona il giusto equilibrio, una fermentazione a temperatura più bassa e il non utilizzo del legno consentono di conservare al massimo l’espressione aromatica del vitigno.

Antonelli San Marco è la prima cantina del territorio ad uscire con un vino a base di Sagrantino in purezza che non sia DOCG, ma di Indicazione Geografica Tipica Umbria Rosso. Per la prima annata, il 2008, ne sono state prodotte 20 mila bottiglie da 0,75 lt.

 

ContRario è frutto della passione di Antonelli San Marco per il Sagrantino, vitigno di antica presenza nel territorio e di straordinario fascino, storicamente vinificato come passito, legato ad alcune festività e solo recentemente (30 anni) utilizzato per la versione asciutta, di grande struttura, da lungo affinamento.

Lo studio di questo vitigno, condotto dal Prof. Di Stefano e dall’Istituto di San Michele all’Adige per conto del Consorzio di Tutela Vini Montefalco presso la cantina Antonelli, si è rivelato sorprendentemente stimolante.

Ha evidenziato la ricchezza espressiva del Sagrantino, l’ampiezza del suo patrimonio aromatico, la sua complessità e la sua unicità. Inoltre si è potuta osservare la straordinaria versatilità di questa uva in funzione della zona di provenienza, della vendemmia, delle pratiche agronomiche ed enologiche.

Questi studi, unitamente alla zonazione aziendale con la quale è stato possibile produrre il vino cru Chiusa di Pannone, hanno permesso di definire il carattere dell’uva di ogni vigneto e valorizzare dunque le differenze tra le diverse zone pedoclimatiche. Così, si ricorre ai vigneti maturi per ottenere vini di grande struttura, ampiezza, finezza e dalla grandissima longevità in bottiglia. All’opposto ContRario è ottenuto da vigneti giovani, di età inferiore a 10 anni, e da quelli situati nelle zone più fredde, vigneti che meglio esprimono il carattere giovane e fruttato di questo vitigno,

e che hanno il pregio di originare vini di grande freschezza e bevibilità.

In cantina, grazie al lavoro dell’enologo Massimiliano Caburazzi ed alla consulenza dell’enologo Paolo Salvi, si è lavorato con passione per mantenere ed esaltare le differenze delle uve che vengono prodotte dai vari vigneti.

Il risultato è un vino nel quale il Sagrantino è perfettamente riconoscibile, ma esprime un’altra declinazione del suo potenziale aromatico e gustativo. E’ un vino affascinante, di grande freschezza ed equilibrio, fruttato e con una gamma aromatica composita, dove accanto alla frutta rossa si avvertono erbe aromatiche più fresche, agrumi come il pompelmo, che ne fanno un vino rosso unico e riconoscibile, piacevole da bere già dopo un paio di anni dalla vendemmia.

“Se vendemmiata in anticipo di 10-15 giorni, l’uva Sagrantino può dare vini più facili da bere, con un profilo aromatico molto fresco e intenso e una nuova struttura – sottolinea il produttore Filippo Antonelli, proprietario della tenuta Antonelli San Marco -. Il nuovo vino ContRario ci dà inoltre la possibilità di caratterizzare al meglio il potenziale di qualità delle vigne: viene prodotto solo con le uve delle viti più giovani, di 5-10 anni di età. Cosi facendo, si riservano alla produzione del Sagrantino di Montefalco Docg solo le vigne più vecchie che danno le uve migliori per un vino importante da lungo affinamento”.

La nuova etichetta ContRario di Antonelli San Marco è stata  presentata nella tenuta di

Montefalco sabato 18 settembre (ore 18,00) con un grande concerto tra le vigne di Sagrantino eseguito dal compositore e pianista Maurizio Mastrini, di origini umbre, un nuovo talento della musica internazionale, salito alla ribalta per la sua capacità di eseguire al contrario, dalla fine all’inizio, le grandi opere della musica classica e contemporanea. Il concerto è stata anche l’occasione per presentare “Contrario”, suo terzo lavoro discografico dell’anno, “un disco di meditazione – spiega il Maestro – fatto di pochissime note, ma note che trasmettono emozioni profonde. Già nel primo disco avevo sperimentato un brano con sole 200 note, le più semplici che si possano fare al pianoforte, ed ho avuto modo di constatare andando su youtube, che il brano ha fatto il giro del mondo venendo ripreso in moltissimi paesi per commentare immagini“.

Mastrini nelle sue composizioni rappresenta in musica la sua vita, le sue sensazioni, i suoi viaggi, le sue esperienze. Il M° Maurizio Mastrini è oggi uno dei principali pianisti e compositori italiani della nuova musica classica. Luzzato Fegiz, ha definito la sua “una tecnica straordinaria”, la stampa, definendolo il “pianista fenomeno” l’ha paragonato a Keith Jarrett e Pat Metheny. Le sue composizioni originali si basano essenzialmente su una ricerca emozionale, senza tralasciare l’aspetto tecnico dal quale si evidenzia la sua provenienza dalla scuola del M° Vincenzo Vitale, caposaldo della didattica pianistica Italiana. Con Mastrini, ci troviamo di fronte ad un artista anticonformista, che porta le treccine ed i rasta, suona scalzo, ma rigorosamente in frac nero, ed è assolutamente semplice sul palco come nella vita quotidiana, tanto che tra un brano e l’altro colloquia con il pubblico descrivendo i brani prima di eseguirli.

Il CD “Contrario” sarà distribuito nelle enoteche e nelle botteghe del gusto di tutta Italia in maniera non convenzionale, infatti sarà abbinato alla distribuzione del vino ContRario, perché, di fatto, è ‘nato’ con lui.